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Informazioni su Mulino Soprano 

                                             I luoghi ….tra storia e leggende

  Il fiume Ippari, lungo circa 20 Km, ha origine sotto Chiaramonte Gulfi, dalle fonti di “ Cifali”,
“ Favarotta”( nome greco il primo e arabo il secondo che significano “fonte” ) è arricchito dalle fonti di “ Cannacapurali” (tutte le Ca leggasi scia…) , “ Cannicarau”,   “Casculana” e “ Margi “, arriva sotto Comiso dove è ingrossato dall’acqua della fonte Diana, passa sotto l’abitato di Vittoria , quindi prosegue e sfocia al mare ai piedi della città greca di Kamarina.
Lo storico Fazello, nel 1558, è probabilmente il primo storico moderno a chiamare il fiume con il suo nome classico derivato dal poeta greco Pindaro ( 456 a.C. ) mentre per tutto il medioevo e fino al novecento fu conosciuto come “fiume di Cammarana “ come risulta nel testo geografico dell storico arabo Idrisi del 1154 d.C.

 Molti autori antichi ci hanno lasciato notizie, concordi che ritengono il bacino dell’Ippari il più ricco d’acqua,  i monti attorno alla sua valle sono fittamente ricoperti di boschi e quindi una maggiore piovosità della zona.
  L’importanza che ebbe il fiume nell’antichità come fonte di irrigazione ci viene documentata da un “didramma” (moneta) camarinense che porta inciso su un lato il fiume Ippari e sull’altra la ninfa della palude di Kamarina sopra un cigno.Le acque del fiume alimentano già dal ‘500 numerosi mulini costruiti sul fondovalle


                                                                                     Cenni storici

 Questi erano costruiti, con l’aiuto di esperti artigiani, dagli stessi mugnai.
 Nel 1850 sembra che i mulini ad acqua in Sicilia fossero 2000 e nel solo territorio attorno a Ragusa Ibla ne esistessero almeno 8000 mulini ad acqua, il territorio dove è collocato il nostro mulino è molto caratteristico e contribuisce a creare un aspetto particolare del luogo costituito dal “ sistema acqua” che insieme a canali (saje), serbatoi di acqua costruiti in pietra (gebbie) e reti di irrigazione, viene definito “ spazio idraulico”
I mulini ad acqua, sparsi in maniera uniforme sul territorio lungo i corsi d’acqua, sono considerati delle testimonianze di civiltà e un vero e proprio bene culturale per il loro ruolo di collante dell’intera comunità.
La macinazione, così come la panificazione, aveva importanti implicazioni sociali poiché rappresentava  un momento di aggregazione insostituibile. Quindi non solo storie di mulini, di macine di pietra, di grano ma anche storie di uomini, di incontri, di relazioni.

                                                                                 Il mulino Soprano

Il “Mulino Soprano,” vive la sua storia affiancato alla sorgente nel territorio di Chiaramonte Gulfi in provincia di Ragusa. Sin dalle origini il suo funzionamento è stato alimentato con le acque della “Sorgente Acque Cifali”. E’  il primo mulino ad utilizzare le acque della sorgente, per questo
 viene denominato “ Soprano,” ed è  uno dei più antichi mulini ad acqua in Sicilia.
La data certa che indica la sua ricostruzione è del 1882, anche se resti di struttura  lo retrodatano intorno al 1600.
Nel 1926  la struttura originaria  venne ampliata con l’aggiunta di quattro vani è ancora tutt’oggi  conserva intatte le architetture dell’epoca
Al suo interno, perfettamente  restaurato, si trovano due macine di costruzione locale risalenti ai primi del novecento e che vengono utilizzate  per la macinazione del grano, queste costruite con un calcare duro di origine corallina proveniente dalle cave di San Biagio nel territorio di Scicli.
Francesco Distefano , attuale proprietario, è discendente di una famiglia che da generazioni  pratica la professione di mugnaio tramandandosi il sapere di padre in figlio, porta avanti la tradizione di famiglia grazie alla propria esperienza e conoscenza.
Il mulino riprendo la sua attività molitoria nel 2008 dopo un lungo periodo di restauro durato sei anni


                                                                                                                          Il Progetto

    Il progetto nasce dalla esigenza di stabilire un contatto diretto fra campagna e città , si propone di costruire e rafforzare un legame di conoscenze del territorio attraverso uno dei nuclei produttivi e sociali più antichi della storia dell’uomo: il mulino ad acqua.
Da qui l’importanza di conoscere e scoprire gli aspetti naturalistici, culturali e storici dell’ambiente in cui si vive, come sia possibile interagire con esso utilizzandone rispettosamente e adeguatamente le risorse rinnovabili in questo caso l’acqua unita ad un impianto fotovoltaico insieme fanno muovere le due macine, una azionata con la forza dell’acqua e la seconda con un motore elettrico.
 Quindi non un “ Mulino-Museo” ma una piccola attività produttiva che riesce a coniugare storia del territorio,tradizione, economia ed  alimentazione.
Infatti è proprio grazie alla sensibilità di Francesco Distefano, alla sua passione unita alla consapevolezza e all’esigenza di una alimentazione più sana ed equilibrata, a far sì che il mulino Soprano si pone oggi come una piccola realtà nella produzione di semole e farine ottenute da grani “ antichi.”
coltivati biologicamente,  salvaguardando la fertilità del terreno,questo è stato possibile  grazie alla collaborazione della stazione di granicoltura che ha reso disponibile piccole quantità di seme ritenute da noi più valide, sotto il profilo produttivo ed organolettico e storico delle nostre zone, il mulino li ha riprodotte portandole ad un quantitativo considerevole,  e successivamente affidandoli a dei produttori agricoli dell’area Iblea, grazie  alla sensibilità di questi che hanno consentito di unirsi al progetto e di  iniziare la semina delle varietà locali.
La macinazione a pietra del grano delle varietà locali da un valore aggiunto al prodotto trasformato dalle caratteristiche sensoriali e organolettiche unico e con un’alta digeribilità dovuta ad un basso indice di glutine e di una debole forza di (W) delle semole, il grano viene  coltivato senza l’utilizzo di prodotti di sintesi.
Inoltre per mezzo di un’antica tecnica molitoria a pietra le semole ottenute del molino soprano  racchiudono in se una parte cruscale nobile e cioè quella solubile facilmente digeribile che non comprende la cellulosa e la lignina,sostanze non adatte per l’organismo umano, ma bensi pectina,gomme e mucillagine le quali regolano l’assorbimento dei grassi e degli zuccheri contribuendo al controllo del livello di glucosio e di colesterolo nel sangue. 
Ad oggi la  produzione della semola ottenuta che vanta innumerevoli proprietà, viene lavorata da due panifici e di un pastificio producendo pane e pasta prevalentemente integrale.

 Ci piace immaginare che questo del Mulino Soprano  sia un continuo viaggio che trova i suoi percorsi  nutrendosi  del  contributo importante di tanti amici.                                                                                              


                                                                     



                                                                      
                                                                        “Coltivando il grano coltiviamo  relazioni”.